foto Il tumore al seno

Il tumore al seno

Il tumore al seno è una forma di cancro che colpisce principalmente le donne, ma può anche manifestarsi negli uomini.

È una malattia in cui le cellule anomale si sviluppano nel tessuto mammario, formando una massa o un nodulo. Il tumore al seno può essere benigno o maligno, ma è importante individuarlo precocemente per aumentare le possibilità di guarigione.

I sintomi più comuni del tumore al seno includono la presenza di un nodulo o massa nel seno, arrossamenti o gonfiori, cambiamenti nella forma o dimensione del seno, secrezioni anomale dai capezzoli o cambiamenti nella loro consistenza.

È fondamentale sottoporsi regolarmente a controlli medici e auto-esami per poter individuare tempestivamente eventuali anomalie.

I fattori di rischio per lo sviluppo del tumore al seno includono l'età avanzata, la familiarità con la malattia, l'obesità, la mancanza di attività fisica, il consumo di alcol e il fumo di sigaretta.

Tuttavia, è importante sottolineare che molte persone con tumore al seno non presentano questi fattori di rischio.

La diagnosi del tumore al seno avviene attraverso esami di imaging come la mammografia, l'ecografia o la risonanza magnetica. In alcuni casi può essere necessario eseguire una biopsia per analizzare i tessuti interessati.

Il trattamento del tumore al seno dipende da diversi fattori, come la dimensione e lo stadio del tumore, la presenza di metastasi e lo stato di salute generale della paziente. Le opzioni di trattamento includono la chirurgia per rimuovere il tumore, la radioterapia, la chemioterapia e la terapia ormonale.

Prevenire il tumore al seno è possibile adottando uno stile di vita sano, che include una dieta equilibrata, l'esercizio fisico regolare, evitare il fumo e limitare il consumo di alcol.

È inoltre essenziale sottoporsi a regolari controlli medici e aderire alle campagne di screening per il tumore al seno, come la mammografia.

foto Struttura e funzioni dello stomaco

Struttura e funzioni dello stomaco

Lo stomaco è un organo situato nella parte sinistra della zona superiore dell'addome.

Può essere considerato un allargamento del tubo digerente, difatti, è collegato direttamente sia all'esofago, attraverso il quale riceve il cibo tramite lo sfintere esofageo inferiore (o valvola cardiale), sia all'intestino tenue, dal quale è separato grazie allo sfintere pilorico, una valvola muscolare che regola lo svuotamento dello stomaco aprendosi e chiudendosi.

Lo stomaco è un organo elastico che può variare di forma e dimensioni in base al cibo presente al suo interno. La parete dello stomaco è formata da tre strati o tonache:

- La mucosa gastrica: è lo strato più interno che produce i succhi gastrici e crea l'ambiente acido dello stomaco, oltre a proteggerlo dalla digestione grazie alla produzione di muco. La mucosa può essere suddivisa in tre strati: la mucosa, la muscolaris mucusae e la sottomucosa.

- La tonaca muscolare: uno strato di muscoli che permettono il rimescolamento del cibo.

- La tonaca sierosa: uno strato più esterno di rivestimento.

La funzione principale dello stomaco è consentire il transito del cibo verso l'intestino partecipando, allo stesso tempo, alla sua digestione.

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Varietà di melone

Esistono tante tipologie di melone, ma Italia le più diffuse sono le seguenti:

- il melone retato, tondo o ovale, dalla buccia retata verde/beige e dalla polpa profumatissima e arancione;

- il melone cantalupo, dalla buccia verde liscia e la polpa arancione;*

- il melone d’inverno, anche detto gialletto, con buccia gialla e polpa biancastra.

Il melone è un frutto a densità calorica bassissima ed è ricchissimo di acqua, che compone circa il 90% del frutto.

Attualmente il consumo di meloni è sconsigliato solo ai diabetici e a coloro che soffrono di disturbi gastrici come acidità e difficoltà digestive. Il melone offre una quantità significativa di vitamina A e C, divenendo un alimento ad alto contenuto di antiossidanti.

Per questo motivo, è consigliato agli amanti dell'abbronzatura, in quanto favorisce la produzione di melanina e protegge la pelle dalle radiazioni solari. Inoltre, si ritiene che il melone giochi un ruolo importante nel potenziamento della capacità visiva grazie alla presenza di beta-carotene.

Il melone è inoltre utile per rafforzare i denti e le ossa. In medicina popolare, il melone è considerato un eccellente depurativo, diuretico e rinfrescante. Inoltre, può essere utilizzato sotto forma di impacchi per trattare bruciature e scottature grazie alle sue proprietà lenitive.

foto L'alluce valgo

L'alluce valgo

L'alluce valgo è una patologia che colpisce il piede: l'alluce si sposta dalla sua posizione normale e si inclina verso le altre dita.

È una condizione comune, infatti colpisce oltre il 23% della popolazione. La causa dipende da vari fattori: l'uso di scarpe troppo strette, deformità congenite o disturbi neuromuscolari. Inoltre, l'età avanzata, la menopausa e la gravidanza possono aumentare il rischio che esso si sviluppi.

I sintomi dell'alluce valgo possono essere dolore, gonfiore, arrossamento e difficoltà a camminare. La diagnosi viene solitamente effettuata attraverso una valutazione fisica del piede e una radiografia per valutare la gravità della patologia. Il trattamento dipende da questa. In caso di complicazioni lievi, il riposo, il ghiaccio e l'uso di protesi plantari possono alleviare i sintomi.

Nei casi più gravi, la chirurgia può essere necessaria per correggere tale deformità del piede. È importante consultare il medico per una diagnosi e un trattamento adeguati e prevenirne il peggioramento.  

foto Il tumore alla prostata

Il tumore alla prostata

In Italia, ogni anno, vengono diagnosticati circa 42.800 casi di tumore alla prostata; di fatti, è il tumore maschile più frequente.

Molto spesso è asintomatico, ma se ignorato può provocare problemi alla minzione con bruciore, sangue, eiaculazione dolorosa, stanchezza.

Le cause del tumore alla prostata non sono state ancora completamente comprese, ma sono stati rilevati alcuni fattori di rischio.

Tra questi abbiamo l’età avanzata, difatti, è raro che si presenti in uomini con età inferiore ai 40 anni. Per ragioni poco chiare, il tumore colpisce maggiormente uomini afro-americani.

Oltretutto, uomini che hanno uno stile di vita poco sano, predisposizioni generiche e infiammazioni frequenti alla prostata sono più a rischio.

Le possibilità terapeutiche vanno valutate insieme ad uno specialista. Tra le tecniche più utilizzate ci sono: la chirurgia, la radio terapia e la terapia ormonale.  

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La varicella: come si manifesta e quando contattare il medico

La varicella è una malattia molto diffusa che colpisce soprattutto i bambini, circa il 90%, ma può interessare anche gli adulti.

È caratterizzata da febbre, dolori muscolari ed eruzioni cutanee pruriginose. È causata dal virus Varicella zoster, che rimane latente nell'organismo e può riattivarsi in caso di calo delle difese immunitarie.

La varicella si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie e il contatto diretto con le lesioni. È contagiosa anche prima dell'apparizione dell'esantema.

La malattia è più comune alla fine dell'inverno e all'inizio della primavera. Si manifesta tipicamente con un'eruzione cutanea maculo-papulosa, accompagnata da febbre, di solito di lieve entità, e malessere generale. In genere, essendo una malattia benigna, la varicella guarisce nel giro di 7-10 giorni dopo la comparsa delle prime papule.

La malattia tende ad essere maggiormente aggressiva nell'adolescente e nell'adulto.Le macchie successive alla caduta delle croste durano circa 20 giorni ma sono prive di contagiosità.

Se scoprite di avere la varicella, effettuate l'isolamento domiciliare per almeno 5 giorni dalla comparsa delle vescicole, con restrizione dei contatti con altri soggetti suscettibili, specialmente donne in stato di gravidanza e neonati, e contattate il vostro medico.  

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Cos'è l'endometriosi?

L’endometriosi è un’infiammazione cronica benigna degli organi genitali femminili e del peritoneo pelvico.

È causata dalla presenza anomala di cellule endometriali che si posizionano in sedi diverse da quella fisiologica (ovvero l’utero).È una patologia molto frequente, difatti si stima che ne soffrano circa il 10/20% delle donne in età fertile.

L’endometriosi è spesso asintomatica. Quando sintomatica, si manifesta generalmente con dolore pelvico, soprattutto in fase peri-mestruale, mestruazioni dolorose (dismenorrea), dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia). Per riconoscerla, il primo campanello di allarme è il dolore.

La gravità della patologia è classificata in 4 fasi: minima, lieve, moderata, grave.

Per curare l'endometriosi si possono adottare diverse terapie in base allo stadio e ai sintomi della malattia: controllo clinico, terapie farmacologiche e trattamento chirurgico.

Se ci sono sintomi evidenti si può optare per una terapia farmacologica per controllare i sintomi e prevenire le ricadute.  

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L'intolleranza al lattosio

L'intolleranza al lattosio colpisce circa il 50% della popolazione italiana e si manifesta con la difficoltà dell'organismo nel digerire lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati a causa dell'insufficiente produzione dell'enzima lattasi.

Questa condizione può essere di origine genetica, insorgendo fin dall'infanzia, oppure manifestarsi in età adulta. Sebbene non sia pericolosa, causa sintomi fastidiosi come dolori addominali, gonfiore, flatulenza, diarrea e stitichezza, che possono essere alleviati solo evitando l'assunzione di lattosio tramite l'alimentazione.

Il lattosio è uno zucchero composto da galattosio e glucosio, che deve essere digerito dall'organismo tramite l'azione dell'enzima lattasi nell'intestino tenue. In caso di insufficiente lattasi, il lattosio non può essere separato e quindi non può essere digerito.

Esistono diversi gradi di intolleranza al lattosio, a seconda della gravità dell'insufficienza dell'enzima lattasi. Le cause possono essere di natura genetica, transitoria o congenita.

L'intolleranza primaria al lattosio è determinata dal DNA dell'individuo e può essere una normale conseguenza della crescita, poiché i livelli di lattasi diminuiscono durante l'infanzia. Questa condizione perdura per tutta la vita e non esiste una cura.

L'intolleranza transitoria può essere causata da malattie, interventi o traumi intestinali e scompare una volta che il livello di lattasi ritorna alla normalità. L'intolleranza congenita, invece, è una condizione più rara in cui vi è completa assenza di lattasi fin dalla nascita.

L’esame diagnostico più diffuso per accertare l’intolleranza al lattosio è il test del respiro o breath test, un esame non invasivo che consiste nell’analisi dell’aria espirata dal paziente prima e dopo la somministrazione di una dose di lattosio. Difatti, se lo zucchero del latte non viene digerito e inizia a fermentare, si ha un’iper-produzione di idrogeno: se il test rivela che nell’aria espirata è presente un livello eccessivo di questo gas, significa che è presente l’intolleranza.

Un test genetico, invece, può accertare l’eventuale origine o predisposizione genetica del disturbo.

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Sciatalgia - Cos'è, come prevenire, come guarire

Questo nervo è il più lungo del corpo umano e si estende dalla parte bassa della schiena, attraverso i muscoli dei glutei, verso la parte posteriore delle gambe fino alle dita dei piedi.

La sciatalgia può essere causata da diverse condizioni, come l'ernia del disco, la stenosi spinale, la sindrome del piriforme o l'infiammazione del nervo sciatico stesso. I sintomi tipici della sciatalgia includono dolore acuto o sordo nella parte bassa della schiena, che si irradia verso i glutei, la parte posteriore della gamba e talvolta fino ai piedi. Altri sintomi possono includere formicolio, intorpidimento o debolezza nella zona colpita.

Il trattamento della sciatalgia dipende dalla causa sottostante. In molti casi, il dolore causato dalla sciatalgia può essere gestito attraverso misure conservatrici come riposo, fisioterapia, stretching e esercizi specifici per rafforzare i muscoli lombari e delle gambe. L'uso di farmaci antinfiammatori può anche aiutare a ridurre il dolore e l'infiammazione.

In alcuni casi, quando le misure conservative non sono efficaci nel ridurre il dolore, può essere necessario ricorrere a trattamenti più invasivi come iniezioni di corticosteroidi, terapie di decompressione spinale o in alcuni casi, l'intervento chirurgico per rimuovere l'ernia del disco o alleviare la pressione sul nervo sciatico.

È importante consultare un medico se si soffre di sciatalgia per ottenere una diagnosi precisa e un piano di trattamento appropriato. Un trattamento tempestivo può aiutare a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita. Inoltre, è possibile prendere alcune misure preventive, come mantenere una postura corretta, evitare movimenti bruschi o pesanti e praticare regolarmente l'esercizio fisico per mantenere la schiena forte e flessibile e ridurre il rischio di sviluppare sciatalgia.  

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La vitamina C- Effetti e benefici

Giova al sistema immunitario, al metabolismo e alla formazione di tessuti sani. La vitamina C è conosciuta principalmente per il suo potere antiossidante, che aiuta a contrastare i danni dei radicali liberi e a proteggere le cellule dai danni causati dallo stress ossidativo. Ciò può ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche, come malattie cardiache e alcuni tipi di cancro.

Uno dei principali benefici della vitamina C è il suo ruolo nella prevenzione delle malattie del sistema immunitario. Essa sostiene la produzione di anticorpi e di alcune cellule del sistema immunitario, come i leucociti, aiutando il corpo a combattere infezioni e malattie. La vitamina C è anche essenziale per la formazione e il mantenimento di tessuti sani.

Gioca un ruolo chiave nella sintesi del collagene, una proteina che costituisce la matrice del tessuto connettivo, rendendo la pelle, le ossa, i vasi sanguigni e altri tessuti più forti e resistenti .Inoltre, la vitamina C può aumentare l'assorbimento del ferro derivante da fonti vegetali, come legumi e cereali, nel nostro organismo, favorendo la prevenzione dell'anemia da carenza di ferro.

Nonostante i numerosi benefici associati alla vitamina C, è importante assumerla in quantità adeguate e costanti.

Gli adulti in genere hanno bisogno di circa 75-90 mg al giorno, mentre le donne in gravidanza o che allattano potrebbero averne bisogno di più. Le principali fonti alimentari di vitamina C includono agrumi come arance, limoni e pompelmi, ma anche kiwi, fragole, spinaci, broccoli e peperoni rossi.

Se non si riesce ad assumere abbastanza vitamina C attraverso la dieta quotidiana, possono essere utilizzati integratori alimentari. In conclusione, la vitamina C è un nutriente essenziale per la salute del nostro organismo.  

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Sindrome di Tourette

La sindrome di Tourette è una malattia neurologica ereditaria, caratterizzata da tic motori e/o vocali. L'esordio avviene nel corso dell'infanzia e, nella maggior parte dei casi, i sintomi tendono a diminuire durante l'adolescenza.

Il decorso della sindrome di Tourette è caratterizzato da un alternarsi di periodi di relativo peggioramento e miglioramento dei sintomi. La sindrome di Tourette comporta spesso affaticamento e tensione, e può risultare invalidante dal punto di vista psicologico e sociale.

La precisa causa della sindrome di Tourette è sconosciuta. Sull'argomento, tuttavia, esistono teorie che considerano l'intervento di fattori genetici, di fattori neurologici e/o di fattori ambientali. Molto spesso, i pazienti con sindrome di Tourette hanno almeno un familiare con il medesimo disturbo; tale osservazione ha indotto gli studiosi a pensare che possa esistere un gene, o più di un gene, implicato nell'insorgenza della sindrome di Tourette.

Alcuni studi sostengono che, alla base della sindrome di Tourette, ci siano dei deficit cerebrali. Tali disfunzioni riguarderebbero la dopamina e il sistema dopaminergico: pare, infatti, che siano coinvolti le aree limbiche, i gangli della base e la corteccia pre-frontale, presenti nel cervello.

Per alleviare i sintomi è possibile intervenire con farmaci e psicoterapia; questi trattamenti migliorano la qualità della vita dei giovani pazienti, in particolare quando questi soffrono di forme gravi del disturbo.

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Disgrafia

La disgrafia è un disturbo specifico dell'apprendimento che, nel soggetto portatore, determina numerose problematiche nella scrittura di lettere e numeri. Come gli altri disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, discalculia ecc), anche la disgrafia è una disabilità innata e permanente, che emerge in genere poco prima o subito dopo l'inizio delle scuole elementari.

Il disgrafico ha problemi nel tenere in mano una penna o una matita, non riesce ad allineare le lettere di una parola o di una frase, scrive in maniera assai disordinata, commette numerosi errori di ortografia e, infine, è incapace di riportare i propri pensieri in un linguaggio scritto chiaro e organizzato.

Le precise cause di disgrafia rimangono, per ora, un mistero. Secondo gli studi più attendibili, giocherebbe un ruolo fondamentale un deficit della cosiddetta memoria di lavoro, deficit per colpa del quale un individuo sarebbe incapace di ricordare e fare propria la sequenza di movimenti necessari alla scrittura di lettere e numeri.

Oggi, gli individui con disgrafia possono contare su un programma di supporto dal duplice obiettivo: il potenziamento della capacità di scrittura e il recupero, per quanto possibile, dei cosiddetti automatismi di base.

Dal punto di vista pratico, il programma di supporto previsto in caso di disgrafia comprende: esercizi per il miglioramento degli automatismi di base e l'utilizzo dei cosiddetti strumenti e metodi compensativi.  

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Epilessia

L'epilessia è una sindrome caratterizzata dalla ripetizione di crisi epilettiche dovute all'iperattività di alcune cellule nervose cerebrali. Le crisi comprendono un'insieme di manifestazioni caratterizzate da brevi episodi di perdita di conoscenza (assenze) e da alterazioni sensitive, psichiche o motorie, più o meno accompagnate da spasmi o da contrazioni della muscolatura scheletrica di tipo convulsivo.

Gli attacchi epilettici muscolari possono essere distinti in:

- MIOCLONICI: spasmi di lieve entità;

- TONICI: contrazioni più intense

- TONICI/CLONICI: violenti spasmi muscolari seguiti dal rilassamento della stessa muscolatura.

La diagnosi di epilessia si avvale di diversi esami strumentali, primo tra tutti l'elettroencefalogramma (EEG) con cui si registra l'attività elettrica del cervello. Altri esami, come la TAC o la risonanza magnetica, hanno lo scopo di indagare la presenza di eventuali lesioni cerebrali.

Per la cura dell'epilessia i medici hanno a disposizione numerosi farmaci che agiscono con diversi meccanismi di azione:

- Aumentano il segnale del GABA (un neurotrasmettitore inibitorio);

- Riducono l'attività dei canali sodio e calcio;

- Riducono il segnale degli aminoacidi eccitatori.

Chi soffre di epilessia dovrebbe moderare il consumo di alcol, mantenersi ben idratato, seguire una dieta equilibrata e non esagerare con l'attività fisica.  

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Cistifellea

La cistifellea, o colecisti, è un organo del sistema digerente preposto all'accumulo ed alla concentrazione della bile, liquido prodotto dal fegato allo scopo di facilitare la digestione e l'assorbimento dei grassi. Il compito della colecisti è appunto quello di accumulare la bile durante il digiuno, riversandola nel tratto iniziale dell'intestino tenue dopo i pasti.

All'interno della cistifellea, così come in ogni altra sede delle vie biliari, si possono formare dei calcoli. Quando queste concrezioni producono sintomi e non possono essere eliminate da farmaci o dal "bombardamento" con ultrasuoni, può rendersi necessaria la rimozione chirurgica della cistifellea (colecistectomia).

Trattandosi di un organo non vitale, la salute del paziente non viene compromessa più di tanto. La colecistectomia può essere necessaria anche in presenza di tumore alla cistifellea, che ha però un'incidenza molto bassa nella popolazione. 

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Staphylococcus aureus

Gli stafilococchi sono batteri di forma sferica e possono essere sia aerobi sia anaerobi facoltativi, cioè hanno bisogno di ossigeno per vivere ma in caso di necessità possono sopravvivere anche in sua assenza. Gli stafilococchi si trovano in genere sulla pelle, nel naso, nella gola e a volte nell'intestino del 20-30% degli individui sani.

Lo Staphylococcus aureus è il maggiore responsabile delle infezioni della cute e talvolta può dare origine anche a intossicazioni alimentari. L’infezione da stafilococco di solito viene trasmessa attraverso il contatto con una persona infetta o con superfici contaminate.

Le infezioni da stafilococco, a seconda della gravità, del tipo di microrganismo responsabile e della localizzazione, possono presentarsi in diversi modi:

·         Sindrome della cute ustionata

·         Impetigine

·         Follicolite e foruncolosi

·         Orzaiolo

·         Endocardite

·         Polmonite batterica

·         Artrite e borsite settica

·         Enterocolite stafilococcica

In genere le infezioni da stafilococco si risolvono, con le cure adeguate, in circa 1-3 settimane, anche se i tempi di recupero dipendono dalla salute generale del soggetto, dalla competenza del suo sistema immunitario, dal tipo di infezione e dal tipo di trattamento.

La prevenzione delle infezioni da stafilococco è possibile attraverso l'adozione di semplici accorgimenti e di adeguate norme igieniche:

·          Lavare accuratamente le mani

·         Evitare di manipolare alimenti in caso di infezione cutanea

·         Conservare e cuocere correttamente i cibi

·         Mantenere le ferite pulite e coperte

·         Disinfettare oggetti e superfici

Si consiglia il consulto con uno specialista non solo per i casi severi di infezione, ma anche per quelli lievi, in modo da intervenire prontamente ed efficacemente.

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Restare in forma

Ci sono piccole abitudini che possono aiutare il nostro organismo a bruciare più calorie con pochi sforzi. Ecco quali!

·         Non prendere la macchina, meglio camminare

·         Evita l'ascensore, per salire usa le scale.

·         Bevi almeno 2 litri d'acqua al giorno, Niente alcool: contiene calorie "vuote".

·         Fai esercizi per 30 minuti ogni giorno.

·         Non saltare la colazione!

Vuoi suggerire qualche trucco per restare in forma? Ti aspettiamo nei commenti!

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Densitometria ossea

La densitometria ossea è una tecnica diagnostica che permette di valutare la densità minerale delle ossa, risultando particolarmente utile nella diagnosi e nel monitoraggio dell'osteoporosi. L'osteoporosi è una condizione caratterizzata dalla riduzione del contenuto minerale delle ossa; come tale, espone i pazienti ad un importante rischio di subire fratture anche per traumi di lieve entità. In generale, tale rischio è tanto maggiore quanto minore è la massa ossea.

La densitometria ossea utilizza una piccolissima dose di raggi X per stabilire quanti grammi di calcio e altri minerali sono presenti nel segmento osseo esaminato. Le dosi di radiazioni sono talmente basse che anche la frequente ripetizione dell'esame non rappresenta alcun pericolo per la salute del paziente.

L'indagine densitometrica è particolarmente indicata in presenza di importanti fattori di rischio per l'osteoporosi come:

·         età avanzata

·         menopausa precoce

·         carenza di vitamina D

·         ipertiroidismo

La MOC, ossia la Mineralometria Ossea Computerizzata, è un esame di cui ci si avvale per valutare lo stato di salute delle ossa. Serve a determinare se la densità minerale si è ridotta e se è già comparsa l’osteoporosi. Contatta la nostra segreteria per prenotare la MOC.

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Anoressia nervosa

L'anoressia nervosa è un disturbo alimentare che induce a controllare e mantenere molto basso il proprio peso corporeo in relazione alle proprie caratteristiche fisiche.

Tipologie:

-Anoressia restrittiva: si manifesta attraverso una dieta ferrea e/o attività fisica eccessiva;

-Anoressia con bulimia: implica abbuffate di cibo e vomito autoindotto.

Le cause sono da ricercare principalmente nella scarsa autostima e nella paura di ingrassare. Ciò sfocia nella restrizione di assunzione di calorie.

Conseguenze più comuni: disturbi gastrointestinali, debolezza ai muscoli e alle ossa, assenza del ciclo mestruale nelle donne e infertilità.

Se sei consapevole di soffrirne o pensi che amici/familiari ne soffrano rivolgiti agli specialisti. Guarire è possibile!

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Igiene delle orecchie

Come pulire le orecchie? Il cerume, sostanza prodotta dal nostro organismo, ha funzione protettiva e antibatterica ma è del tutto antiestetico, per questo si tende ad eliminarne l’eccesso.

È importante però evitare traumi all’orecchio, per questo è sconsigliato l’utilizzo del cotton fioc, che potrebbe causare perforazione del timpano, danni agli ossicini della cassa timpanica o all’organo dell’equilibrio. Potrebbe inoltre causare l’accumulo di cerume formando un tappo. Anche i coni di cera potrebbero rivelarsi pericolosi per l’individuo, il rischio è di bruciare il timpano. Infine gli spray a base di soluzione fisiologica non risultano molto utili se si considera che la pressione con cui questa viene immessa nel condotto uditivo sia lieve.

Qual è allora il metodo migliore per la pulizia delle orecchie? Il metodo più sicuro è l’irrigazione, più conosciuto come lavaggio. Occorre una siringa di acqua tiepida o un composto di acqua ed acqua ossigenata. È necessario procedere con delicatezza così da dosare la pressione dell’irrigazione. È ancora più consigliato affidarsi ad uno specialista facendosi aiutare a livello ambulatoriale.

E tu quale metodo utilizzi per l’igiene delle tue orecchie?

foto Le lenti a contatto

Le lenti a contatto

Le lenti a contatto sono uno strumento ottico utilizzato per correggere problemi visivi come la miopia, l'astigmatismo e l'ipermetropia. Rappresentano una scelta pratica e comoda per molte persone che preferiscono non indossare gli occhiali. Rifrangono e mettono a fuoco la luce in modo da offrire una visione nitida degli oggetti.

Ci sono due tipi principali di lenti a contatto: rigide e morbide. Quelle rigide sono costituite da materiali come il vetro o il policarbonato, quelle morbide sono costituite da materiali come l'idrogel e il silicone idrogel. Queste ultime sono solitamente più confortevoli- Per indossare le lenti a contatto, è necessario seguire alcune regole di igiene e sicurezza: lavarsi le mani prima di toccarle, conservarle in una soluzione sterile, sostituirle regolarmente.

Le lenti a contatto possono causare alcuni rischi per la salute degli occhi se non vengono indossate correttamente. I più comuni: infezioni, irritazioni, lesioni della cornea. È importante rivolgersi ad un medico per la scelta delle lenti a contatto più adatte per sé.